jueves, 31 de marzo de 2016

L'ultima frontiera - en italiano, no es más de lo mismo!

     Caro Diario, come va?  torno qui per raccontarti una vecchia storia nuova.

Oggi ho messo il punto alla traduzione de "La ultima frontera" che ha visto la luce il 7 novembre 2015 arrivando poi alle mani di molti lettor.

È la stessa storia, ma non è la stessa cosa. Non è stato facile riportare i miei amici alla loro vera lingua, a far sì che mi trasmettessero le loro vicende ed emozioni con la stessa intensità. Ho avuto momenti di sconforto e stanchezza, tanto da aver voglia di piantare lì. Ma, per fortuna sono testarda e con lo sprone di Adriana, la mia infaticabile lettrice, dopo un anno dall'inizio, sospeso per periodi anche lunghi, oggi, 31 marzo 2016, il lavoro è finito!

È stato un riscrivere, rispettando le correzioni e le regole grammaticali (suggerite da due esimie correttrici) senza tradire lo spirito dell'originale. La lingua materna non l'ho mai persa, ma il suono e il colore dell'idioma cuotidiano,  s'introducono nello scrivere senza chiedere permesso. 

Ciò che importa è il risultato, non è vero? Ebbene, se la storia ti fa piangere o sorridere senza  accorgerti in che lingua la stai leggendo, vuol dire che la meta è raggiunta.

Ti leggeró parte del prologo per invogliarti a continuare la lettura:



Ecco a voi la mia storia che attinge talvolta da fonti tanto lontane quanto profonde, come profondi e lontani possono essere i ricordi di un ricordo.
Il romanzo è la fiction” che li raccolse, li trasformò in un sogno che come ogni sogno, ha poi una fine; ma la Storia che lo alimenta, con la sua reale crudezza, prosegue in­cessante, senza soste, priva quindi di epilogo. É come se si ostinasse a ripetere tutto: la guerra e l’esilio dei sopravvissuti alla ricerca utopica di un mondo migliore.

  Ora il libro partirá verso il suo destino italiano, dove sarà sottomesso a un giudizio autorevole che ne deciderà la sorte. Buon viaggio a "L'ultima frontiera"

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